Film e Fumetti

Fino alla sua ora: recensione del Blu-Ray Digibook

Analizziamo in Cinemascomics il digibook limited edition su Blu-ray di Fino alla sua ora, Il capolavoro di Sergio Leone

A Cinemascomics abbiamo recensito l’edizione casalinga limitata su Blu-ray Digibook di «Finché non è arrivata la sua ora‘, in occasione del suo 50° anniversario. L’influente capolavoro di Sergio Leone è ora disponibile nel suo formato originale, ricco di comparse e accompagnato da un libretto esclusivo.

Il nastro è stato rimasterizzato e ristampato su Blu-ray, disponibile in tutti i punti vendita fino ad esaurimento scorte. Il film è distribuito in Spagna in formato fisico da Immagini di primaria importanza (Sony Pictures Home Entertainment), ed è disponibile anche per il noleggio e la vendita digitale, attraverso le principali piattaforme che operano in Spagna.

Il film che lo stesso Quentin Tarantino ha detto è stato quello che gli ha fatto pensare di essere un regista, quello che gli ha insegnato come un regista fa quello che fa, come può controllare un’opera attraverso la sua macchina da presa, essendo quasi una scuola di cinema compresso in un film. Il titolo del suo ultimo film, “C’era una volta a… Hollywood”, è un chiaro omaggio al lavoro del cineasta italiano. Ma non è l’unico, dal momento che considerato il film del 1968 come uno dei migliori western di tutti i tempi, ha influenzato per decenni innumerevoli registi.

Questa edizione speciale, indispensabile per ogni amante dei migliori film della storia del cinema e delle edizioni da collezione più esclusive, include il lungometraggio nel suo formato originale, sostanziali contenuti aggiuntivi e un esclusivo libretto (con testi in inglese) che ne riassume la storia dietro la leggenda, con note di produzione, curiosità sui personaggi e sulle riprese e foto sul set.

Il film è ambientato nel selvaggio West americano, in piena espansione dei coloni e con la ferrovia come segno di progresso e potenza tecnologica. Incontriamo così Brett McBain, un contadino vedovo di origine irlandese, che vive con i suoi figli in una zona povera e desertica del West americano. Ha preparato una festa di benvenuto per Jill, la sua futura moglie, che viene da New Orleans. Ma quando Jill arriva, scopre che una banda di uomini armati li ha uccisi tutti, e questo sarà l’inizio di un viaggio in cui un gruppo di persone diverse attraverserà il proprio destino in cerca di vendetta.

Fino alla sua ora ha una durata di 165 minuti, un film a colori widescreen anamorfico 2.35:1, con audio in inglese DTS-HD Master Audio 5.1 e spagnolo, francese e tedesco in mono; oltre a sottotitoli in inglese per non udenti, inglese, spagnolo, francese, tedesco, olandese, danese, svedese, norvegese e finlandese; non è raccomandato per i bambini sotto i 12 anni. Questa versione speciale su Blu-Ray Digibook si presenta con un design molto curato, che sarà un pezzo da collezione per i grandi amanti della settima arte, e che abbiamo analizzato per i lettori di Cinemascomics. L’analisi è completamente priva di spoiler, nel caso in cui non abbiate ancora avuto modo di vedere questo film cult, ora con l’immagine restaurata e nella massima qualità, e volete sapere quali extra contiene.

Commento audio (165 minuti):

Commento con i contributi dei registi John Carpenter, John Milius e Alex Cox, con gli storici del cinema Sir Christopher Frayling e il dottor Sheldon Hall, oltre al cast e alla troupe.

Un’opera di violenza:

Documentario diretto da Lancillotto Narayan, della durata di 29 minuti e uscito nel 2003. Il film di Sergio Leone viene analizzato, evidenziando che ha restituito a Hollywood la fiducia e la sicurezza che un western potrebbe essere un buon film, con dichiarazioni di membri del settore che elogiano il film, come il regista John Carpenter; storico Sir Christopher Frayling, autore del libro “Sergio Leone: qualcosa che ha a che fare con la morte”. Quest’ultimo racconta le origini del regista nel mondo del cinema, vedendo come suo padre (regista) e sua madre (attrice) giravano film muti a Roma.

In seguito fece piccoli lavori come assistente al cinema e scalando la scala, fino a diventare assistente alla regia di grandi registi italiani dell’epoca. Passò così alla regia con Gli ultimi giorni di Pompei (Gli ultimi giorni di Pompei), quando il regista Mario Bonnard morì nel 1959, durante le riprese del film e Sergio Leone dovette finire di dirigerlo. Successivamente dirige Il colosso di Rodi (Il colosso di Rodi, 1961) e matura esperienza in film hollywoodiani girati a Roma, come Cleopatra, Quo Vadis o Ben-Hur.

Nel 1962 c’è il crollo dell’industria cinematografica italiana, ma i film di Sergio Leone riescono a riattivarla.

Con Hasta Que Llegó Su Hora, Leone voleva fare un film che fosse un omaggio ai western che amava, girandoli un po’, in modo che avessero un significato diverso. Lo stesso Leone spiega che dopo Il buono, il brutto e il cattivo non voleva più fare più western, ma C’era una volta in America; ma non glielo lasciarono fare, non lo finanzierebbero se non avesse girato prima C’era una volta il west (C’era una volta il West).

Bernardo Bertolucci commenta come ha conosciuto Sergio Leone e quanto gli ha raccontato lo ha convinto a scrivere la sceneggiatura di Hasta Que Llegó Su Hora insieme a Darío Argento. Fu così Bertolucci a convincerlo a dare un ruolo importante a una donna in un western, e quell’onore (raro o per niente comune nel western dell’epoca) toccò a Claudia Cardinale. Insieme a questo, l’attrice stessa ed Henry Fonda parlano del loro primo contatto con il regista in particolare e con il progetto in generale.

Il salario del peccato:

La seconda parte dei documentari diretti da Lancillotto Narayan, nel 2003, si è concentrata sul film, della durata di 20 minuti, e si è concentrata questa volta sull’ambientazione e la fotografia della filmografia di Sergio Leone.

Claudia Cardinales commenta che hanno iniziato a girare il film in Spagna, in particolare ad Almería, e poi sono andati alla Monument Valley per girare alcune scene. Tonino Delli Colli, direttore della fotografia di Until His Time Has Come, spiega che l’ambientazione era simile a quella de Il buono, il brutto e il cattivo; così sono andati negli stessi luoghi che hanno usato per Stagecoach. Gran parte del film è stato girato ad Almería; dove, per quadrare le scene girate negli Stati Uniti, hanno importato sacchi di polvere dalla Monument Valley e li hanno sparpagliati nelle località di Almeria.

Insieme a questo, poiché il budget non era un problema, Leone voleva riprodurre fedelmente le città americane dell’epoca, che aveva nelle fotografie che diede alla produzione e alla troupe sul set. Così com’era, ricreare la città di Flagstaff è costato più dell’intero budget di Per un pugno di dollari. Continuano spiegando il loro modo di girare e la loro predilezione per i primi piani dei volti dei personaggi, così come il loro perfezionismo in tutte le scene.

Qualcosa che ha a che fare con la morte:

Terzo e ultimo documentario diretto da Lancelot Narayan, sempre del 2003 e della durata di 18 minuti; che, in questa occasione, è incentrato sulle musiche composte da Ennio Morricone. Afferma che per questo film, la musica è stata composta prima delle riprese, dove ci sono solo quattro diversi brani musicali, ognuno legato a un personaggio diverso, e poi sono stati mescolati man mano che le relazioni si sviluppavano. Così Leone ha messo la musica di Morricone sul set di registrazione durante le riprese, e poi hanno iniziato a registrare, perché il regista diceva sempre che il 40% di un film è sonoro.

Proseguono poi parlando di come tutta la filmografia di Leone sia intrisa di politica, di come il denaro e l’avidità siano in realtà le forze che spingono le persone a comportarsi in quel modo. Ma in questo film è incoraggiato dal tema della ferrovia. A loro volta, commentano che questo film è il western artistico più lungo della storia.

Insieme a questo, affermano che i critici americani non sono stati gentili con il film, dicendo che era molto lungo, lento e che sembrava che non sarebbe mai finito. A questo punto, i produttori si sono innervositi e hanno tagliato il filmato per il montaggio finale; e, al punto che si sono aggiunte alle scene precedentemente eliminate, prima dei primi passaggi, nessuno spettatore ha visto la versione completa. In questo modo, solo nelle sale parigine il film è stato visto con i 20 minuti aggiuntivi, soppressi nella versione distribuita negli Stati Uniti e in altri paesi, privando gli spettatori di vedere la versione come l’aveva immaginata Sergio Leone. Finiscono per ricordare la prima volta che hanno visto il film e come ci si sente a finirlo.

Una ferrovia: rivoluzionare l’Occidente:

Questo documentario di Enfys Dickinson, sempre del 2003, parla dell’influenza delle ferrovie sui western in generale e su questo film in particolare. Così, la ferrovia, come simbolo del progresso e della prosperità americana del diciannovesimo secolo, costituisce una linea di demarcazione tra virtù e avidità, tra l’ottimismo dei coloni e il mondo corrotto dei magnati senza scrupoli.

Nel film c’è una certa metafora politica dovuta alla ferrovia, perché in altri film simboleggia l’arrivo della civiltà, ma qui implica anche l’arrivo del denaro e del potere dei magnati del vecchio continente, che arrivano nel nuovo mondo e presto corrompe ogni cosa sul suo cammino.

Gli esterni allora e oggi:

Ci mostrano immagini comparative, scene naturali del film, che mostrano il contrasto tra com’erano quando sono state catturate sul grande schermo e come sono oggi.

Galleria di produzione:

Fotografie durante le riprese del film di Claudia Cardinales, Charles Bronson, Henry Fonda, Jason Robards, Gabriele Ferzetti e il resto del cast.

trailer del film:

In versione originale, senza sottotitoli.

Libretti:

Sceneggiatura di 15 pagine di Trevor Willsmer, con la storia dietro la produzione, foto e aneddoti del film.

Infine, ci auguriamo che l’acquisto di “Fino al momento è venuto”, ora disponibile da portare a casa su DVD, Blu-ray di base e Digibook Blu-ray; anche in formato digitale. E, in questo modo, potrai vederlo tutte le volte che vorrai, sia nella sua versione originale che doppiata in spagnolo.

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